giovedì 3 luglio 2008

8 . Come comunicano gli animali fra loro?

Nel mondo animale esiste una gerarchia nella comprensibilità dei messaggi; accade cioè che i messaggi vengono più efficacemente compresi, all’interno della stessa specie o fra specie diverse, in base alla loro importanza, ugenza ed utilità.
Ad esempio, i segnali chimici prodotti dai ferormoni per segnalare la disponibilità all’accoppiamento sono percepiti soltanto fra individui ‘omospecifici’, appartenenti cioè alle specie che fra loro possono accoppiarsi, mentre il grido d’allarme che segnala la presenza di un predatore viene riconosciuto da tutte le specie che possono esserne vittime, a prescindere dalla loro compatibilità riproduttiva.
Un caso di comunicazione animale particolarmente evoluta è quella del cercopiteco (scimmia del Sahara) che possiede sette segnali di allarme, con cui specifica non solo l’avvicinarsi di un pericolo, ma anche la sua natura: comunica cioè se il pericolo viene dal cielo, se striscia fra le erbe, se è un grosso mammifero in caccia e così via.
I pericoli che riguardano tutte quante le specie viventi, come ad esempio quello del fuoco in una foresta, vengono segnalati dalle specie più evolute con segnali più generalizzati, comprensibili anche dalle altre.
Quindi, nel mondo animale, quanto più l’informazione assume un’utilità sociale e collettiva, tanto più forte è l’intensità con cui viene trasmessa e maggiore è il numero di altri individui e di altre specie che sono in grado di comprenderla.
E fra noi ‘umani’?

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