sabato 20 settembre 2008

12 . Comunichiamo per capirci, o per confonderci?

La comunicazione nel mondo animale e lo sviluppo del linguaggio nel bambino offrono lo spunto per porsi anche qualche domanda sul nostro modo di comunicare, ad esempio all’interno dei contesti lavorativi: il sistema di comunicazione interna ed esterna è adeguato alla sua funzione? favorisce lo sviluppo dell’organizzazione? la trasmissione delle informazioni più importanti ha la priorità sulle altre? raggiunge tutti coloro ai quali sono utili? il linguaggio impiegato è comprensibile a tutti quelli che potrebbero utilizzare le informazioni? nelle comunicazioni interne ed esterne viene impiegata una terminologia professionale sufficientemente condivisa e chiara nei suoi significati?
Come abbiamo visto, fra gli animali quanto maggiore è l’importanza di una comunicazione ed il numero di individui che coinvolge, tanto più il messaggio viene trasmesso in modo da essere rapidamente ed ampiamente compreso.
Avviene così anche fra noi umani?
Quante volte accade che siano proprio le cose più importanti ad essere tenute nascoste, o difficilmente accessibili, o accessibili a pochi? O che siano nascoste nell’oscura terminologia dei linguaggi professionali, o nell’ermetismo della burocrazia istituzionale?

venerdì 5 settembre 2008

11 . Evoluzione e linguaggio

Com’è noto, lo sviluppo ontogenetico riassume quello filogenetico; infatti ogni essere umano che viene al mondo ripercorre tutto il percorso evolutivo che lo ha preceduto, dall’originaria condizione di organismo unicellulare vivente nelle acque a quella dell’individuo adulto nostro contemporaneo. Analogamente, lo sviluppo del linguaggio nel bambino ripercorre le medesime fasi dello sviluppo del linguaggio nell’umanità.
Già Vico (1725), affermava che, osservando l’uso del linguaggio in popolazioni con comportamenti ‘primitivi’. era possibile ricostruire le fasi del suo sviluppo nella specie umana, ritrovando poi anche le stesse ‘tappe’ nello sviluppo del linguaggio in ogni individuo:
“La prima ... (linguaggio non verbale) fu una lingua muta per cenni o corpi ch’avessero naturali rapporti all’idee ch’essi volevano significare; ...
... la seconda (disegno e metafora) si parlò per somiglianze, comparazioni, immagini, metafore , ...
... la terza (linguaggio verbale) fu lingua umana, per voci convenute da’ popoli ...”.