La rapida evoluzione dei mezzi di comunicazione ha fatto sì che, in molti casi, si presti a volte più attenzione alla cura del mezzo (aspetto formale e canale) piuttosto che al contenuto, o alle persone alle quali ci si rivolge.
Può accadere che, soddisfatti dall’aspetto formale del messaggio e dai suoi requisiti estetici, non sempre ci si chiede se la comunicazione che vogliamo trasmettere è davvero in grado di stabilire un contatto con il suo target di riferimento.
Le parole non nascono mai per caso, e la loro etimologia spesso rivela il significato profondo che esse veicolano, al di là dell’uso corrente, ed a volte superficiale, che ne viene fatto.
L’etimo del termine ‘comunicazione’ rimanda al latino ‘communis’ (in italiano ‘comune’), ‘communicare’ (‘mettere in comune’, ‘accostarsi’), ‘cum munia’ (con vincoli, con legami’). In origine perciò il significato del termine era pervaso dal concetto di condivisione e di vicinanza, poi molto più sfumato nella lingua italiana.
Il concetto di comunicazione è quindi, in origine, strettamente legato a quello di relazione interpersonale diretta, e sarà con il moltiplicarsi dei media che si parlerà di mezzi di comunicazione di massa e di comunicazione a distanza, svincolandone il significato da quello di contatto diretto o immediato fra persone diverse.
Ma i nuovi strumenti di comunicazione di cui disponiamo quanto ci uniscono? Quanto ci separano?
sabato 10 maggio 2008
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