<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399</id><updated>2011-11-25T07:04:56.874-08:00</updated><title type='text'>Acta Comunicazione</title><subtitle type='html'>Con chi, come, quando, perché comunichiamo?
Questo è uno spazio aperto, nel quale chi vuole può far giungere le sue esperienze e considerazioni, porre domande, discutere e proporre risposte, facendo un po’ di … metacomunicazione.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>17</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-6892243610362501928</id><published>2008-12-11T07:30:00.000-08:00</published><updated>2008-12-14T11:16:03.957-08:00</updated><title type='text'>17 . Etica e comunicazione</title><content type='html'>La comunicazione è il ‘luogo’ dell’incontro fra gli uomini: così afferma Apel (1990) che, riecheggiando Heidegger, sostiene che l’uomo è, per sua natura, un essere comunicante, e che quindi la comunicazione medesima è un valore etico; è la condizione che consente il dialogo fra le persone e lo sviluppo dell’individuo nella dimensione della socialità, ‘liquido di coltura’ dell’umanità.&lt;br /&gt;La comunicazione quindi, in quanto strumento di promozione della persona, esige il rispetto di un codice etico, fondato su alcuni basilari principi:&lt;br /&gt;¨ essere disponibili a dialogo&lt;br /&gt;¨ saper ascoltare&lt;br /&gt;¨ esprimersi in modo comprensibile a tutti&lt;br /&gt;¨ assumersi la responsabilità di ciò che si dice.&lt;br /&gt;In pratica, comunicare in modo etico vuol dire rispettare le opinioni ed i sentimenti degli altri, riconoscere la diversità come ricchezza, elaborare i conflitti come occasioni di crescita, esprimersi in modo chiaro e corretto, dire la verità.&lt;br /&gt;Quali sono gli aspetti della comunicazione che, nei nostri contesti di vita e di lavoro, è possibile migliorare?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-6892243610362501928?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/6892243610362501928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=6892243610362501928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/6892243610362501928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/6892243610362501928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/12/etica-e-comunicazione.html' title='17 . Etica e comunicazione'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-6931215846435510620</id><published>2008-11-26T13:44:00.000-08:00</published><updated>2008-11-26T14:22:53.944-08:00</updated><title type='text'>16 . Filosofia e comunicazione</title><content type='html'>I filosofi greci affermano il primato della comunicazione orale su quella scritta. Socrate (469 a.C.) non lascia scritti, ma affida il suo insegnamento al dialogo con i discepoli; ed anche Platone (428 a.C.) raccomandava di ‘dire’, e non solo scrivere, ciò che per noi ha una valenza emotiva particolare. Anche per noi, la formula in uso nei nostri tribunali: “Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità” ha ben altro impatto emotivo di quello che potrebbe avere la formula: “Giuro di scrivere la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità”.&lt;br /&gt;Per Locke (1632) ‘il linguaggio è il rivestimento verbale delle idee’ , mentre Wittgenstein (1889) sottolinea la necessità di rispettare la coerenza fra parole e fatti: ‘Il linguaggio è costituito da proposizioni, il mondo da fatti; quando sono dotate di senso, le proposizioni corrispondono ai fatti’. ‘Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere...’&lt;br /&gt;Per Heidegger (1889) ‘essere’ e comunicazione si sostanziano a vicenda ed il loro rapporto è perciò inscindibile: ‘Il linguaggio è la casa dell’essere. La comunicazione è la condizione essenziale dell’ ‘esserci’ (Dasein)’.&lt;br /&gt;Hora (1891) sottolinea la necessità di comprendere gli altri per comprendere sé stessi : ‘Per capire se stesso, l’uomo ha bisogno di essere capito dall’altro. Per essere capito dall’altro, ha bisogno di capire l’altro’.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-6931215846435510620?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/6931215846435510620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=6931215846435510620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/6931215846435510620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/6931215846435510620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/11/filosofia-e-comunicazione.html' title='16 . Filosofia e comunicazione'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-1626923966705855583</id><published>2008-11-10T23:45:00.000-08:00</published><updated>2008-11-26T14:22:42.848-08:00</updated><title type='text'>15 . Noi e la rete</title><content type='html'>Non è un mistero che le persone ‘di una certa età’ convivano con qualche difficoltà, venata di diffidenza, con la miriade di strumenti di comunicazione informatica e digitale che popolano le nostre giornate, tollerandola solo per la necessità di mantenere una tempistica accettabile nello scambio delle proprie comunicazioni. Così spesso l’attenzione, ‘rubata’ in parte ai contenuti, è rivolta all’uso, a volte ostico, degli strumenti (programmi che si impiantano, ADSL che non va, mail che non si scaricano, siti che non si aprono), sullo sfondo di una più o meno consapevole nostalgia di un tempo in cui gli strumenti potevano ritenersi completamente ‘addomesticati’ quando le nostre piccole mani avevano imparato a non macchiarsi intingendo la penna nei calamai che ogni mattina il bidello passava a rabboccare, banco per banco, ed a non pungersi con il pennino ‘Italia’, da ripulire con la carta assorbente prima di riporre la penna nell’astuccio, facendo attenzione a non sprecarne troppa; la cosa più difficile era intingere, giusto il necessario, il pennino nell’inchiostro, non troppo per non farlo gocciolare sul foglio, e non troppo poco perchè non ‘grattasse’ scrivendo, ma una volta imparato il tocco giusto, il gioco era fatto, e tutto ciò che era necessario per scrivere ci sembrava ormai completamente in nostro possesso. Poi, le cose sono cambiate, e poco per volta il portatile ha preso il posto di penne e quaderni, internet ha sostituito il postino, e tutto si è fatto più impersonale: non più la calligrafia come impronta di sentimenti ed emozioni, la stretta di mano, convinta o sfuggente, e l’incontro di sguardi nel dirsi e ascoltarsi, non più l’espressione del viso, o il tono di voce, o l’accento, a dirci dell’altro ciò che l’altro non dice; la rete ha disegnato la mappa virtuale di un villaggio globale, che è dappertutto senza essere davvero da nessuna parte. Per quelli della mia età, la sensazione di una grande finzione, al servizio dell’informazione.&lt;br /&gt;Ma oggi, qualcosa nella mia percezione della rete è cambiato. Una newsletter, arrivata nella mia posta dal New York Time, nella notte che per noi europei è stata ‘la notte di Obama’, che non parlava della crisi delle borse o dei rapporti politici degli USA con il Medio Oriente, ma che mi linkava ad un blog nel quale mi invitava ad entrare digitando member.id e password; così, come per magia, mi sono ritrovata in una piazza virtuale, affollata di uomini e donne invisibili, con storie, culture e condizioni diverse, che da ogni angolo del pianeta dicevano, per quanto le parole sono capaci di dire, di speranze riaccese, orgoglio ritrovato, radici riemerse che da un continente all’altro hanno fatto riscoprire e rafforzare legami; persone che in tutto il pianeta hanno passato buona parte del giorno (o della notte, a seconda del fuso) ascoltando dalla televisione le notizie che, in arrivo dagli U.S.A., rimbalzavano di rete in rete, o cercando su internet in villaggi sperduti dove la TV non arriva, quelle informazioni che, giungendo man mano, andavano costruendo il mosaico di un risultato finale, vissuto da molti come l’alba di una nuova speranza.&lt;br /&gt;Non sappiamo se davvero, e in che modo, Obama potrà trasformare in realtà i loro sogni, ma qualcosa di speciale è avvenuto: aver potuto scambiare, in tempo reale, emozioni e speranze suscitato da un evento che ha già segnato la storia, accaduto per i più in un paese geograficamente e culturalmente ‘all’altro capo del mondo’, e scoprire che queste emozioni e queste speranze sono espresse con gli stessi accenti negli USA come in Medio Oriente, nel sud e nel nord del pianeta, dando voce alle attese di giustizia, di uguaglianza e di pace che accomunano popoli e razze diverse, e che la rete ha fuso in un unico coro, creando per una volta le condizioni di una reale condivisione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-1626923966705855583?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/1626923966705855583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=1626923966705855583' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/1626923966705855583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/1626923966705855583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/11/noi-e-la-rete.html' title='15 . Noi e la rete'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-5080152159451219579</id><published>2008-10-29T02:41:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:22:11.076-08:00</updated><title type='text'>14 . Com.Pa. 2008</title><content type='html'>Anche quest’anno si è tenuto, dal 21 al 23 ottobre, e per la prima volta a Milano, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino ed alle Imprese, più semplicemente conosciuto come ‘Com.Pa.’. Com’è noto, si tratta di un importante appuntamento finalizzato a fare il punto sulla Comunicazione Pubblica (nuove esperienze, strumenti, e progetti) in relazione ai nuovi bisogni di conoscenza e di comunicazione dei cittadini, delle aziende e degli enti.&lt;br /&gt;Come sempre, il programma è stato ricco e stimolante per gli operatori ma, come già segnalai quando, nell’edizione 2003, dirigendo la U.O.C. di Comunicazione Pubblica della ASL 2 di Napoli (Bologna 2003) curai la partecipazione al Salone dell’Azienda, ciò che mancava, e che a mio avviso continua a mancare, è un’interlocuzione reale e non marginale con i cittadini-utenti cui la comunicazione è diretta, sui nuovi bisogni emergenti, sulle ricadute concrete e sulle sue criticità, considerandole così anche dal punto di vista dei ‘fruitori’ e non solo da quello degli ‘erogatori’, dei funzionari e degli ‘esperti’.&lt;br /&gt;Una maggiore presenza di ‘utenti’ e delle loro rappresentanze nei Convegni e nei Workshop farebbe probabilmente emergere più nettamente gli aspetti critici, ma arricchirebbe anche le proposte e gli stimoli, facendo del Salone stesso un laboratorio di Comunicazione Pubblica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-5080152159451219579?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/5080152159451219579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=5080152159451219579' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/5080152159451219579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/5080152159451219579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/10/compa-2008.html' title='14 . Com.Pa. 2008'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-3621115531586529808</id><published>2008-10-16T03:12:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:22:25.208-08:00</updated><title type='text'>13 . Il ‘burocratese’</title><content type='html'>E’ apparso qualche giorno fa sul sito dei ‘Comunicatori pubblici’ un post dal titolo : “Sciatto e oscuro: il linguaggio della P.A. per Tullio De Mauro”, col commento: Se non ci riesce Tullio De Mauro a raccapezzarsi nel linguaggio della Pubblica Amministrazione, figuriamoci un cittadino comune!&lt;br /&gt;Afferma De Mauro:&lt;br /&gt;"Norme che si aprono con periodi di 192 parole, equivalenti a una pagina intera senza segni di interpunzione, non hanno davvero motivazione di esistere: sono solo un incubo linguistico. Ricordo che ho faticato molto a mettere un periodo in ordine di una legge, e poi non sono comunque riuscito a capire cosa volesse dire". … … …&lt;br /&gt;"Diciamo che il linguaggio della PA è un po' migliorato a partire dalla metà degli anni Novanta, grazie a una serie di interventi di Ministri di varie parti, Bassanini, Cassese, che hanno emanato … un "Codice per il linguaggio amministrativo della P.A."&lt;br /&gt;… … … "Molte amministrazioni, specialmente amministrazioni locali, Comuni, Province, che sono più a contatto con la gente, che hanno più bisogno di far capire quello che vogliono dire, si sono impadronite di questo codice, e cercano di rispettarlo" … … …&lt;br /&gt;… … ... "Le amministrazioni centrali di questo Stato in realtà sono molto meno sensibili, dunque continuano ad avere decreti, normative, direttive poco comprensibili. Anche leggi purtroppo … … … In generale si può dire che tutta la normativa che viene dal centro del paese è scritta male, con periodi lunghi con parole inutilmente difficili, e senza la spiegazione di concetti più tecnici".&lt;br /&gt;"C'è sicuramente sia un problema di necessità d'uso di termini speciali che sono riferiti ai vari ambiti in cui la normativa può intervenire, sia di natura tecnico-giuridica. Nulla vieta di spiegarli, anzi sia nel codice sia in una legge del parlamento si consiglia di mettere alla fine delle norme un piccolo dizionario, ma solo quando serve introdurre davvero dei termini tecnici. Non è però questo il problema, lo è invece una certa sciatteria, e poco interesse a farsi capire davvero".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-3621115531586529808?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/3621115531586529808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=3621115531586529808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3621115531586529808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3621115531586529808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/10/il-burocratese.html' title='13 . Il ‘burocratese’'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-7558366583742830620</id><published>2008-09-20T18:00:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:21:36.892-08:00</updated><title type='text'>12 . Comunichiamo per capirci, o  per confonderci?</title><content type='html'>La comunicazione nel mondo animale e lo sviluppo del linguaggio nel bambino offrono lo spunto per porsi anche qualche domanda sul nostro modo di comunicare, ad esempio all’interno dei contesti lavorativi: il sistema di comunicazione interna ed esterna è adeguato alla sua funzione? favorisce lo sviluppo dell’organizzazione? la trasmissione delle informazioni più importanti ha la priorità sulle altre? raggiunge tutti coloro ai quali sono utili? il linguaggio impiegato è comprensibile a tutti quelli che potrebbero utilizzare le informazioni? nelle comunicazioni interne ed esterne viene impiegata una terminologia professionale sufficientemente condivisa e chiara nei suoi significati?&lt;br /&gt;Come abbiamo visto, fra gli animali quanto maggiore è l’importanza di una comunicazione ed il numero di individui che coinvolge, tanto più il messaggio viene trasmesso in modo da essere rapidamente ed ampiamente compreso.&lt;br /&gt;Avviene così anche fra noi umani?&lt;br /&gt;Quante volte accade che siano proprio le cose più importanti ad essere tenute nascoste, o difficilmente accessibili, o accessibili a pochi? O che siano nascoste nell’oscura terminologia dei linguaggi professionali, o nell’ermetismo della burocrazia istituzionale?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-7558366583742830620?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/7558366583742830620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=7558366583742830620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/7558366583742830620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/7558366583742830620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/09/comunichiamo-per-capirci-o-per.html' title='12 . Comunichiamo per capirci, o  per confonderci?'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-4188583806649855473</id><published>2008-09-05T17:05:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:21:20.586-08:00</updated><title type='text'>11 . Evoluzione e linguaggio</title><content type='html'>Com’è noto, lo sviluppo ontogenetico riassume quello filogenetico; infatti ogni essere umano che viene al mondo ripercorre tutto il percorso evolutivo che lo ha preceduto, dall’originaria condizione di organismo unicellulare vivente nelle acque a quella dell’individuo adulto nostro contemporaneo. Analogamente, lo sviluppo del linguaggio nel bambino ripercorre le medesime fasi dello sviluppo del linguaggio nell’umanità.&lt;br /&gt;Già Vico (1725), affermava che, osservando l’uso del linguaggio in popolazioni con comportamenti ‘primitivi’. era possibile ricostruire le fasi del suo sviluppo nella specie umana, ritrovando poi anche le stesse ‘tappe’ nello sviluppo del linguaggio in ogni individuo:&lt;br /&gt;“La prima ... (linguaggio non verbale) fu una lingua muta per cenni o corpi ch’avessero naturali rapporti all’idee ch’essi volevano significare; ...&lt;br /&gt;... la seconda (disegno e metafora) si parlò per somiglianze, comparazioni, immagini, metafore , ...&lt;br /&gt;... la terza (linguaggio verbale) fu lingua umana, per voci convenute da’ popoli ...”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-4188583806649855473?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/4188583806649855473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=4188583806649855473' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/4188583806649855473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/4188583806649855473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/09/evoluzione-e-linguaggio.html' title='11 . Evoluzione e linguaggio'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-9061390427426015137</id><published>2008-08-10T01:27:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:20:59.936-08:00</updated><title type='text'>10 . Quante cose può comunicare un’immagine?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_KCAP5gukFy0/SRwRKRHkguI/AAAAAAAAAAw/WLmRWPCJyJg/s1600-h/10+-+Ago+2008+foto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268104532208157410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KCAP5gukFy0/SRwRKRHkguI/AAAAAAAAAAw/WLmRWPCJyJg/s320/10+-+Ago+2008+foto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Voglia di mare, di vacanze, di tempo per sé e per chi, pur vivendoci accanto, a volte incontriamo solo per qualche minuto, presi da mille altre cose, tutte urgenti, tutte importanti… (ma poi, lo saranno davvero?)…&lt;br /&gt;Ma un’immagine può anche stimolare altre riflessioni; per esempio, avete mai notato che la traccia lasciata da una barca nel mare ha proprio la stessa forma della coda di un pesce? Ecco una prova, facile facile, del modo in cui l’evoluzione dà concretamente forma al rapporto che esiste fra gli esseri viventi ed il loro ambiente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-9061390427426015137?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/9061390427426015137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=9061390427426015137' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/9061390427426015137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/9061390427426015137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/08/quante-cose-pu-comunicare-unimmagine.html' title='10 . Quante cose può comunicare un’immagine?'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KCAP5gukFy0/SRwRKRHkguI/AAAAAAAAAAw/WLmRWPCJyJg/s72-c/10+-+Ago+2008+foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-1803976118060670289</id><published>2008-07-20T16:14:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:20:39.996-08:00</updated><title type='text'>9 . Come comunichiamo noi umani?</title><content type='html'>E‘ tempo di vacanze, di viaggi, di incontri. Chi di noi non ha mai avvertito il disagio, misto ad una punta di sofferenza, per l’incapacità di scambiare impressioni ed emozioni con persone incontrate in altri paesi o con qualche occasionale compagno di viaggio? Vorremmo poter dire tante cose, cogliamo il feeling giusto per qualche scambio interessante, ma dobbiamo accontentarci di un sorriso o di una stretta di mano perché non riusciamo a superare la barriera di una lingua diversa.&lt;br /&gt;Una volta, incontrando in un campeggio in Grecia un gruppo di ragazzi tedeschi, scoprimmo che l’unica lingua conosciuta in comune era il latino, e ce la cavammo così, in modo anche divertente, mentre in un recente viaggio in Islanda ho avuto penosamente modo di rendermi conto che l’inglese che conosco io ha molto poco in comune con quello parlato dagli islandesi. Per le cose essenziali si risolve con qualche frase standard e con qualche gesto, ma un conto è riuscire a trovare una piazza o un museo, altro è farsi una bella chiacchierata per il piacere di farla.&lt;br /&gt;Sembra comunque che per noi umani comunicare sia molto più complicato che per gli animali, e se all’interno della stessa cultura la gestualità e l’espressione del viso possono aiutarci, quando ci troviamo con persone di culture diverse anche la gestualità può esserci relativamente di aiuto, in quanto ciò che per noi rappresenta un segno di cordialità, dall’altro può anche essere interpretato come un gesto invadente o poco rispettoso.&lt;br /&gt;Tuttavia anche noi siamo in grado di comprendere in modo inequivocabile, al di là delle differenze culturali, di razza e geografiche, alcuni messaggi, riconoscibili dall’espressione del viso, che riguardano emozioni particolarmente intense, di paura o di dolore, di rabbia o di disgusto, di tristezza, di felicità, di sorpresa.&lt;br /&gt;Queste emozioni, che l’antropologo P. Ekman considera ‘emozioni di base’, sono riconoscibili da tutti noi da un capo all’altro del pianeta, nell’incontro con persone straniere o attraverso le immagini rimandate dai telegiornali o da internet, perché sono espresse in modo riflesso ed incoercibile in situazioni vissute con particolare intensità; la loro espressione è infatti determinata da meccanismi biologici innati, già presenti alla nascita e perciò non connotati culturalmente; espressioni non dissimulabili o manipolabili volontariamente in quanto funzioni dell’archicorteccia, e perciò non soggette al filtro cognitivo ed all’elaborazione del pensiero propri della neocorteccia, che costituisce la struttura del cervello formatasi nelle fasi più recenti del processo evolutivo e che è presente solo nella specie umana ed in parte nei mammiferi superiori.&lt;br /&gt;Quindi, ciò che ci consente di comprendere e farci comprendere in modo diretto ed autentico, almeno negli stati emotivi particolarmente sentiti, non è la parte più evoluta del nostro pensiero, bensì quella struttura più arcaica del nostro cervello che abbiamo in comune con le specie animali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-1803976118060670289?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/1803976118060670289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=1803976118060670289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/1803976118060670289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/1803976118060670289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/07/come-comunichiamo-noi-umani.html' title='9 . Come comunichiamo noi umani?'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-3555711147893425191</id><published>2008-07-03T12:03:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:20:07.832-08:00</updated><title type='text'>8 . Come comunicano gli animali fra loro?</title><content type='html'>Nel mondo animale esiste una gerarchia nella comprensibilità dei messaggi; accade cioè che i messaggi vengono più efficacemente compresi, all’interno della stessa specie o fra specie diverse, in base alla loro importanza, ugenza ed utilità.&lt;br /&gt;Ad esempio, i segnali chimici prodotti dai ferormoni per segnalare la disponibilità all’accoppiamento sono percepiti soltanto fra individui ‘omospecifici’, appartenenti cioè alle specie che fra loro possono accoppiarsi, mentre il grido d’allarme che segnala la presenza di un predatore viene riconosciuto da tutte le specie che possono esserne vittime, a prescindere dalla loro compatibilità riproduttiva.&lt;br /&gt;Un caso di comunicazione animale particolarmente evoluta è quella del cercopiteco (scimmia del Sahara) che possiede sette segnali di allarme, con cui specifica non solo l’avvicinarsi di un pericolo, ma anche la sua natura: comunica cioè se il pericolo viene dal cielo, se striscia fra le erbe, se è un grosso mammifero in caccia e così via.&lt;br /&gt;I pericoli che riguardano tutte quante le specie viventi, come ad esempio quello del fuoco in una foresta, vengono segnalati dalle specie più evolute con segnali più generalizzati, comprensibili anche dalle altre.&lt;br /&gt;Quindi, nel mondo animale, quanto più l’informazione assume un’utilità sociale e collettiva, tanto più forte è l’intensità con cui viene trasmessa e maggiore è il numero di altri individui e di altre specie che sono in grado di comprenderla.&lt;br /&gt;E fra noi ‘umani’?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-3555711147893425191?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/3555711147893425191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=3555711147893425191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3555711147893425191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3555711147893425191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/07/come-comunicano-gli-animali-fra-loro.html' title='8 . Come comunicano gli animali fra loro?'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-5469246607150196589</id><published>2008-06-21T14:33:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:19:13.369-08:00</updated><title type='text'>7 . Comunicazione e socialità  nel mondo animale</title><content type='html'>L’estate, favorendo il nostro contatto con la natura, può portarci ad osservare un po’ più da vicino le forme di comunicazione che esistono nel mondo animale, e provare a vedere se vi è qualche relazione fra questa e la comunicazione umana.&lt;br /&gt;Nel mondo animale, “i fenomeni di comunicazione rappresentano una base indispensabile perché si crei e si mantenga un qualsiasi tipo di rapporto sociale fra individui diversi ...” e “... il fatto che in una specie, oltre ai segnali più semplici e fondamentali come i segnali di specie e di sesso, si evolva un sistema più complesso di scambio di informazioni, dipende strettamente dal livello di socialità raggiunto... ” (Enc. Europea Garzanti).&lt;br /&gt;Natura e cultura sembrano pertanto interagire fra loro perfettamente.&lt;br /&gt;Fra gli animali, la comunicazione è, nelle sue espressioni più indifferenziate, in primo luogo al servizio della sopravvivenza individuale (come accade anche nel ‘cucciolo’ umano), e poi della specie.&lt;br /&gt;Man mano che i mezzi di comunicazione si affinano e si differenziano, la loro funzione si sposta progressivamente dalla risposta ai bisogni biologici alla risposta ai bisogni di socialità, e le specie nelle quali la vita sociale è più strutturata e basata su sistemi cooperativi, sono anche quelle nelle quali la comunicazione è più specifica e differenziata; gli insetti che hanno una vita sociale particolarmente organizzata, come le api e le formiche, ne sono un esempio.&lt;br /&gt;Comunicazione e qualità della vita sociale rimandano quindi l’una all’altra, e sono l’una la misura dell’altra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-5469246607150196589?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/5469246607150196589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=5469246607150196589' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/5469246607150196589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/5469246607150196589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/06/comunicazione-e-socialit-nel-mondo.html' title='7 . Comunicazione e socialità  nel mondo animale'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-3268731547551027964</id><published>2008-06-05T20:05:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:13:11.325-08:00</updated><title type='text'>6 . Comunicazione e sviluppo</title><content type='html'>Il dibattito sul rapporto fra comunicazione e sviluppo, che rimanda a quello fra natura e cultura, è tuttora aperto: è la capacità di comunicare più raffinata degli esseri umani, rispetto alle altre specie viventi, che ha favorito lo sviluppo della neocorteccia, o è la presenza della neocorteccia nell’uomo che gli ha consentito di affinare e differenziare i propri strumenti di comunicazione?&lt;br /&gt;Si saprà mai se è nato prima l’uovo o la gallina?&lt;br /&gt;Probabilmente una risposta netta a questo quesito non potrà mai essere data, in quanto se le cose fra ‘uovo’ e ‘gallina’ e fra cervello e linguaggio si sono svolte seguendo le stesse leggi degli altri fenomeni naturali, il loro sviluppo deve essersi verificato attraverso un processo circolare non scindibile in sequenze, all’interno della relazione con il contesto (Bateson). Tuttavia, pur dovendo rinunciare a modelli di risposte che ci consentano di segmentare schematicamente lo sviluppo filogenetico in un ‘prima’ ed un ‘dopo’, uno sguardo alla comunicazione nel mondo animale, nel ‘qui’ ed ‘ora’, può essere utile per cogliere alcuni nessi, (causali o casuali ?) fra sviluppo della comunicazione e sviluppo delle specie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-3268731547551027964?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/3268731547551027964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=3268731547551027964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3268731547551027964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3268731547551027964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/06/comunicazione-e-sviluppo.html' title='6 . Comunicazione e sviluppo'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-3376260941858406575</id><published>2008-05-26T06:00:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T13:43:28.126-08:00</updated><title type='text'>5 . Ponti o barriere?</title><content type='html'>Lo scorso 23 maggio Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza gli operatori della comunicazione ed nel suo discorso è stata fortemente sottolineata l’importanza dei mezzi di comunicazione, capaci di creare nuovi ponti, ma anche nuove distanze, prodotte anche dalla grande disparità fra le diverse possibilità di accesso o di fruibilità di questi strumenti; si pensi, ad esempio, alla questione del ‘digital divide’, o all’importanza strategica che ha assunto la conoscenza delle lingue straniere.&lt;br /&gt;”Sería una tragedia para el futuro de la humanidad si los nuevos instrumentos de comunicación, que permiten compartir el conocimiento y la información de manera más rápida y eficaz, no fueran accesibles a los que ya están marginados económicamente y socialmente, o sólo contribuyeran a agrandar la distancia que separa a estas personas de las nuevas redes que se están desarrollando al servicio de la socialización humana, la información y el aprendizaje”.&lt;br /&gt;Nella nostra cultura è già presente la consapevolezza che ciò che può unire, può anche dividere; ad esempio, già nella lingua greca il mare, che separa popoli e continenti, ha anche il significato di ‘ponte’.&lt;br /&gt;. Un altro segno dell’attenzione dedicata ai ‘mezzi di comunicazione’ è stato l’impiego alternato di lingue diverse, dovuto all’eterogenea composizione linguistica dell’uditorio.&lt;br /&gt;Assumere il linguaggio dell’altro è un modo, semplice e diretto, di avvicinarsi all’altro, testimoniando la propria volontà di comprendere e di essere compresi, presupposto essenziale per poter comunicare davvero.&lt;br /&gt;“In one of the earliest reflections on the nature of communication, Plato highlighted the dangers of any type of communication that seeks to promote the aims and purposes of the communicator or those by whom he or she is employed without consideration for the truth of what is communicated. … … … The art of communication is by its nature linked to an ethical value, to the virtues that are the foundation of morality”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-3376260941858406575?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/3376260941858406575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=3376260941858406575' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3376260941858406575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/3376260941858406575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/05/ponti-o-barriere.html' title='5 . Ponti o barriere?'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-734765554953858828</id><published>2008-05-10T02:58:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T06:54:07.813-08:00</updated><title type='text'>4 . Comunicazione: una riflessione sui termini</title><content type='html'>La rapida evoluzione dei mezzi di comunicazione ha fatto sì che, in molti casi, si presti a volte più attenzione alla cura del mezzo (aspetto formale e canale) piuttosto che al contenuto, o alle persone alle quali ci si rivolge.&lt;br /&gt;Può accadere che, soddisfatti dall’aspetto formale del messaggio e dai suoi requisiti estetici, non sempre ci si chiede se la comunicazione che vogliamo trasmettere è davvero in grado di stabilire un contatto con il suo target di riferimento.&lt;br /&gt;Le parole non nascono mai per caso, e la loro etimologia spesso rivela il significato profondo che esse veicolano, al di là dell’uso corrente, ed a volte superficiale, che ne viene fatto.&lt;br /&gt;L’etimo del termine ‘comunicazione’ rimanda al latino ‘communis’ (in italiano ‘comune’), ‘communicare’ (‘mettere in comune’, ‘accostarsi’), ‘cum munia’ (con vincoli, con legami’). In origine perciò il significato del termine era pervaso dal concetto di condivisione e di vicinanza, poi molto più sfumato nella lingua italiana.&lt;br /&gt;Il concetto di comunicazione è quindi, in origine, strettamente legato a quello di relazione interpersonale diretta, e sarà con il moltiplicarsi dei media che si parlerà di mezzi di comunicazione di massa e di comunicazione a distanza, svincolandone il significato da quello di contatto diretto o immediato fra persone diverse.&lt;br /&gt;Ma i nuovi strumenti di comunicazione di cui disponiamo quanto ci uniscono? Quanto ci separano?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-734765554953858828?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/734765554953858828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=734765554953858828' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/734765554953858828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/734765554953858828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/05/comunicazione-una-riflessione-sui.html' title='4 . Comunicazione: una riflessione sui termini'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-7602534277264796829</id><published>2008-04-22T03:15:00.000-07:00</published><updated>2008-04-22T14:01:47.532-07:00</updated><title type='text'>3.Teorie della comunicazione e quotidianità: strumento o intralcio?</title><content type='html'>Il concetto di teoria rimanda di per sé a qualcosa di astratto, e sovente si dimentica che le teorie non sono altro che un paradigma di lettura della realtà, che ne rappresenta il banco di prova. Quando si afferma che ‘la teoria è una cosa, ma la realtà è un’altra’, vuol dire che stiamo parlando di una teoria sbagliata, oppure di una realtà che non sappiamo riconoscere ancora in tutti i suoi aspetti.&lt;br /&gt;Riconoscere come ‘vere’ o ‘false’ le teorie delle scienze esatte è certamente più agevole che farlo con teorie che spiegano processi sociali o psicologici nei quali interagiscono una molteplicità di variabili difficili da isolare e da tenere sotto controllo; ciò tuttavia non significa che le seconde siano meno utili o meno ‘vere’ delle prime. Basta infatti uno sguardo al secolo scorso per scoprire che, nonostante la loro ‘oggettivabilità’, anche le teorie che definiscono leggi fisiche o chimiche vengono continuamente sottoposte a revisioni critiche e ad aggiornamenti, così come è accaduto, insieme alle teorie sull’inconscio di Freud, anche alle scienze matematiche, facendo crollare il mito di una possibile ‘verità assoluta’ delle ‘scienze esatte’.&lt;br /&gt;Le teorie perciò non sono eterne, ma esse semplicemente dichiarano alla comunità scientifica che, ‘relativamente a questa disciplina, qui ed ora siamo arrivati fin qui’ e, parafrasando Popper, è possibile affermare che la forza di una teoria sta proprio nella sua superabilità .&lt;br /&gt;L’evoluzione di una teoria non significa che la sua formulazione precedente fosse sbagliata, ma rappresenta un processo di crescita delle conoscenze, applicando le quali all’interno di una contesto culturalmente connotato, si realizza ciò che l’umanità definisce ‘progresso’, in un gioco di specchi nel quale il mondo reale e la scoperta delle leggi che lo governano si rimandano reciprocamente all’infinito.&lt;br /&gt;Qual’è allora l’apporto concreto che le teorie sulla comunicazione possono dare a chi quotidianamente gestisce, a livelli diversi, queste funzioni all’interno delle Pubbliche Amministrazioni? O che danno a chi, semplicemente, impiega la comunicazione più o meno consapevolmente come ‘strumento di lavoro’ nelle ASL, nelle Università o nelle Scuole, e negli altri contesti in cui la qualità della comunicazione, oltre ad incidere sulla qualità del servizio, della prestazione erogata e sull’immagine dell’Azienda, determina anche, ed in modo rilevante, la qualità del prodotto che il servizio fornisce?&lt;br /&gt;Rivedere, di tanto in tanto, relativamente agli aspetti che riguardano più da vicino il proprio lavoro, quanto siano adeguati i propri modelli di riferimento, è un’operazione particolarmente utile, che nelle organizzazioni è assolta per lo più dalla formazione continua, dalla supervisione o dalla consulenza.&lt;br /&gt;E’ nell’esperienza di chiunque sia già passato, da qualche anno, dal mondo della scuola a quello del lavoro, che non è possibile comportarsi sempre nel pieno rispetto delle conoscenze acquisite per mille problemi e difficoltà o perché, più semplicemente, è accaduto che, di giorno in giorno, gli aspetti contingenti e gli stili di comportamento personali e di gruppo hanno ‘costruito’ soluzioni e risposte non sempre razionali ed efficaci, che hanno finito col prevalere.&lt;br /&gt;Sovente, il disinteresse o il rifiuto di rivedere criticamente questi aspetti, mascherato dalla necessità di ‘lavorare e darsi da fare senza perdere tempo facendo della filosofia’, denuncia in realtà la paura di cambiamenti che si teme di non essere in grado di gestire.&lt;br /&gt;Aggiornare le proprie modalità comunicative ed il proprio stile relazionale è uno strumento ‘soft’ con il quale è possibile risolvere problemi apparentemente insolubili nella propria vita privata e nel proprio lavoro… perché non provare?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-7602534277264796829?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/7602534277264796829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=7602534277264796829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/7602534277264796829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/7602534277264796829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/04/3-le-teorie-della-comunicazione-nella.html' title='3.Teorie della comunicazione e quotidianità: strumento o intralcio?'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-5115221990920895987</id><published>2008-04-17T02:48:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:08:32.665-08:00</updated><title type='text'>2. Tecnologia e comunicazione</title><content type='html'>Affermare che la tecnologia ha assunto un ruolo egemone nel nord del pianeta è talmente evidente da apparire banale; la stessa qualità della comunicazione dipende in larga misura dall’appropriatezza e dall’efficacia degli strumenti tecnologici che la supportano e dalla chiarezza dei codici utilizzati, ponendo in secondo piano, o negando del tutto, l’importanza della dimensione relazionale ed emozionale.&lt;br /&gt;Eppure, è di questi giorni una notizia che fa riflettere:&lt;br /&gt;L’Unione Europea ha finanziato un progetto di ricerca che ha lo scopo di realizzare il primo robot con una personalità simile a quella umana. Al progetto Lirec, coordinato dalla University of London, collaborano studiosi di sette università europee, e come spiega il prof. Peter McOwan che lo coordina, lo scopo del progetto è quello di ‘creare relazioni interattive a lungo termine fra robot ed esseri umani, per fare in modo che gli esseri umani sentano il desiderio di avere rapporti con lui’.&lt;br /&gt;Un altro studioso del gruppo, il prof. Kaspar, ha già realizzato un robot-bambino, in grado di assumere le stesse espressioni del viso di un bambino umano.&lt;br /&gt;Certo, anche queste realizzazioni sono frutto di tecnologia, ma di una tecnologia che cerca di mascherare se stessa, assumendo sembianze umane, per poter dare almeno l’illusione di una relazione reale, senza la quale viene meno il primo, indispensabile presupposto di ogni comunicazione autentica ed efficace: quello di avere il desiderio di comunicare, anche quando si tratta di farlo semplicemente con una macchina.&lt;br /&gt;Evidentemente, il bisogno dell’uomo di riconoscersi anche solo illusoriamente negli altri soggetti con i quali entra in relazione è più forte delle risposte che la più raffinata tecnologia può fornirci. Gli ‘altri’ sono il nostro specchio, il luogo delle nostre conferme e delle nostre disconferme, e non c‘è alcun ambito della nostra vita nel quale questa dimensione possa essere davvero annullata, senza annullare anche un pochino noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… Una delle raccomandazioni di Platone ai suoi discepoli era quella di ‘non affidare allo scritto le cose che più stanno a cuore’, ritenendo la scrittura, allora unica ‘tecnologia’ al servizio della comunicazione, uno strumento troppo povero sul piano relazionale.&lt;br /&gt;Cosa direbbe mai oggi, di una comunicazione sempre più affidata ai media, alle mail, o… a un blog come questo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-5115221990920895987?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/5115221990920895987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=5115221990920895987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/5115221990920895987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/5115221990920895987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/04/2-tecnologia-e-comunicazione.html' title='2. Tecnologia e comunicazione'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8974106144257566399.post-7174669260558714435</id><published>2008-04-11T01:32:00.000-07:00</published><updated>2008-04-11T07:23:00.970-07:00</updated><title type='text'>1.  Nel mare della comunicazione</title><content type='html'>In quanti modi possiamo comunicare? Quando è utile farlo? Con chi? E poi… è possibile non comunicare? Basta riflettere qualche minuto sulle risposte che potremmo dare a queste domande, cercandole nella nostra personale esperienza e nella realtà che osserviamo, per comprendere quanto spazio occupa la comunicazione nella nostra vita, e per scoprire che la vita stessa, in tutte le sue forme, è comunicazione.&lt;br /&gt;Eppure, il nostro rapporto con la comunicazione appare in un precario equilibrio; molte volte ce ne sentiamo sommersi, disturbati, invasi: messaggi superficiali, indesiderati ed invadenti in forma di spam, di pubblicità, di stereotipi e luoghi comuni che intasano la nostra posta ed appesantiscono la nostra vita familiare e lavorativa, fino a sentircene sommersi… e molte altre volte ne sentiamo la mancanza, ci sentiamo soli o avvertiamo il bisogno di una comunicazione più autentica che sembra impossibile da realizzare. E ci sono momenti della nostra vita, situazioni lavorative o problemi da affrontare in cui questa mancanza è avvertita in modo particolarmente sofferto, e nei quali comunicazioni carenti o disfunzionali possono complicare ulteriormente le cose fino ad arrestare il nostro cammino, come accade ad uno scafo bloccato fra gli scogli dalla bassa marea.&lt;br /&gt;Non è sempre facile navigare nel mare della comunicazione...  a volte sembra che sia sufficiente lasciarsi portare dalle correnti e dal vento, ed a volte può accadere di dover tenere saldamente il timone fra le nostre mani  per mantenere la rotta che abbiamo scelto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8974106144257566399-7174669260558714435?l=actacomunicazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/feeds/7174669260558714435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8974106144257566399&amp;postID=7174669260558714435' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/7174669260558714435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8974106144257566399/posts/default/7174669260558714435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://actacomunicazione.blogspot.com/2008/04/01-nel-mare-della-comunicazione.html' title='1.  Nel mare della comunicazione'/><author><name>Margherita Ricciuti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07525890378076211814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_KCAP5gukFy0/R_96cPJ_BbI/AAAAAAAAAAY/kaZV7rqW9Xo/S220/IMAGE_00259.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
