venerdì 11 aprile 2008

1. Nel mare della comunicazione

In quanti modi possiamo comunicare? Quando è utile farlo? Con chi? E poi… è possibile non comunicare? Basta riflettere qualche minuto sulle risposte che potremmo dare a queste domande, cercandole nella nostra personale esperienza e nella realtà che osserviamo, per comprendere quanto spazio occupa la comunicazione nella nostra vita, e per scoprire che la vita stessa, in tutte le sue forme, è comunicazione.
Eppure, il nostro rapporto con la comunicazione appare in un precario equilibrio; molte volte ce ne sentiamo sommersi, disturbati, invasi: messaggi superficiali, indesiderati ed invadenti in forma di spam, di pubblicità, di stereotipi e luoghi comuni che intasano la nostra posta ed appesantiscono la nostra vita familiare e lavorativa, fino a sentircene sommersi… e molte altre volte ne sentiamo la mancanza, ci sentiamo soli o avvertiamo il bisogno di una comunicazione più autentica che sembra impossibile da realizzare. E ci sono momenti della nostra vita, situazioni lavorative o problemi da affrontare in cui questa mancanza è avvertita in modo particolarmente sofferto, e nei quali comunicazioni carenti o disfunzionali possono complicare ulteriormente le cose fino ad arrestare il nostro cammino, come accade ad uno scafo bloccato fra gli scogli dalla bassa marea.
Non è sempre facile navigare nel mare della comunicazione... a volte sembra che sia sufficiente lasciarsi portare dalle correnti e dal vento, ed a volte può accadere di dover tenere saldamente il timone fra le nostre mani per mantenere la rotta che abbiamo scelto.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E' vero... sembra che più aumentino i mezzi di comunicazione, e meno si comunichi realmente!